Il settore del packaging europeo sta entrando in una fase di profondo cambiamento. Con il PPWR, il nuovo Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, l’Unione europea introduce regole comuni per ridurre i rifiuti, migliorare la riciclabilità, aumentare l’impiego di materiali riciclati e favorire modelli basati su riuso e ricarica.
Il cambiamento riguarda l’intero ciclo di vita dell’imballaggio: dalla scelta dei materiali alla progettazione strutturale, dalla produzione all’etichettatura, fino alla raccolta e al trattamento del rifiuto. Per le imprese non sarà quindi sufficiente modificare un simbolo sulla confezione: sarà necessario valutare progressivamente formati, componenti, peso, volume, spazi vuoti, informazioni ambientali e compatibilità con i sistemi di riciclo.
Per aziende il PPWR rappresenta sia un obbligo di adeguamento sia un’occasione per ripensare il packaging in modo più razionale, riconoscibile e coerente con il prodotto. Il PPWR influenza, quindi, anche noi di Yellow Frog Factory che, specializzati nella progettazione grafica di etichette, confezioni, astucci, incarti e packaging, con particolare esperienza nei settori food, integrazione e nutraceutica, abbiamo studiato il regolamento con attenzione.
Che cos’è il PPWR e quali obiettivi introduce per gli imballaggi
PPWR è l’acronimo di Packaging and Packaging Waste Regulation. Si tratta del Regolamento (UE) 2025/40 sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio, approvato per sostituire progressivamente la precedente Direttiva 94/62/CE e creare un quadro normativo maggiormente armonizzato in tutti gli Stati membri.
La scelta dello strumento del regolamento è significativa: diversamente da una direttiva, che richiede il recepimento nelle legislazioni nazionali, un regolamento europeo è direttamente applicabile. Restano comunque necessari numerosi atti tecnici e di esecuzione per definire nel dettaglio metodologie, criteri di riciclabilità, formati delle etichette e modalità di calcolo.
Gli obiettivi principali sono prevenire la produzione di rifiuti da imballaggio, limitare il packaging non necessario, rendere gli imballaggi riciclabili, aumentare l’utilizzo di materie prime seconde e incentivare sistemi di riuso, ricarica e restituzione. Il PPWR punta inoltre a uniformare le regole del mercato europeo, riducendo la frammentazione tra differenti disposizioni nazionali.
Quando entra in vigore il Regolamento europeo PPWR
Il Regolamento è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 22 gennaio 2025 ed è entrato in vigore il 11 febbraio 2025. La sua applicazione generale decorre però dal 12 agosto 2026, salvo disposizioni con date differenti.
Non esiste quindi un’unica scadenza valida per ogni obbligo. Il percorso di applicazione si sviluppa lungo diversi anni: alcune disposizioni partono nel 2026, altre nel 2028 o nel 2029, mentre numerosi requisiti centrali sulla progettazione degli imballaggi diventano operativi dal 2030. Ulteriori livelli di prestazione sono previsti per il 2035, il 2038 e il 2040.
| Data | Principale tappa del PPWR |
|---|---|
| 11 febbraio 2025 | Entrata in vigore del Regolamento (UE) 2025/40. |
| 12 agosto 2026 | Applicazione generale del PPWR e avvio delle restrizioni sui PFAS negli imballaggi destinati al contatto alimentare. |
| Dal 2028 | Avvio progressivo dell’etichettatura armonizzata sulla composizione dei materiali, secondo le tempistiche collegate agli atti di esecuzione. |
| 1 gennaio 2029 | Obiettivo di raccolta separata del 90% per bottiglie di plastica monouso e contenitori metallici per bevande fino a tre litri, tramite sistemi di deposito e restituzione, salvo specifiche deroghe. |
| 1 gennaio 2030 | Entrano progressivamente in gioco requisiti su minimizzazione, riciclabilità, contenuto riciclato, riuso e limitazione di determinati imballaggi monouso. |
| Dal 2035 | La riciclabilità dovrà essere valutata anche rispetto alla possibilità di riciclare gli imballaggi su larga scala. |
| 1 gennaio 2038 | Gli imballaggi dovranno raggiungere almeno le classi di riciclabilità A o B, salvo eccezioni previste. |
| 1 gennaio 2040 | Aumento degli obiettivi relativi al contenuto riciclato e ulteriori traguardi o obiettivi indicativi per il riuso. |
Le date riportate costituiscono una sintesi delle tappe principali. In diversi casi il Regolamento stabilisce che l’obbligo si applichi alla data indicata oppure dopo un determinato periodo dall’entrata in vigore degli atti tecnici europei, scegliendo la data più tarda. Ogni progetto deve quindi essere valutato rispetto alla specifica tipologia di imballaggio e agli atti applicativi effettivamente adottati.
Cosa cambia con il PPWR nella progettazione degli imballaggi
Uno degli aspetti più rilevanti del PPWR è il passaggio da una logica prevalentemente orientata alla gestione del rifiuto a un approccio che interviene già nella fase di progettazione. L’imballaggio dovrà essere pensato considerando fin dall’inizio il peso, il volume, la riciclabilità, la possibilità di separare i componenti, l’utilizzo di materiale riciclato e, quando previsto, la capacità di essere riutilizzato.
Questo non significa eliminare le funzioni essenziali della confezione. Il packaging dovrà continuare a proteggere il prodotto, garantire sicurezza e igiene, resistere alle fasi di trasporto, contenere le informazioni obbligatorie e mantenere le prestazioni richieste. La sfida sarà evitare elementi superflui senza compromettere funzionalità, conservazione e sicurezza.
Riduzione degli imballaggi e limitazione dello spazio vuoto
Dal 2030, secondo le tempistiche tecniche stabilite dal Regolamento, produttori e importatori dovranno assicurare che peso e volume dell’imballaggio siano ridotti al minimo necessario per svolgere le proprie funzioni. Caratteristiche finalizzate esclusivamente ad aumentare la percezione delle dimensioni del prodotto, come doppi fondi, pareti multiple o strati non necessari, non saranno generalmente ammesse, salvo specifiche eccezioni.
Per gli imballaggi multipli, di trasporto e destinati all’e-commerce, il PPWR stabilisce inoltre un rapporto massimo di spazio vuoto del 50%. Nel calcolo rientrano anche materiali di riempimento come carta, cuscini d’aria, schiume e altri elementi utilizzati per occupare il volume residuo. Sono previste valutazioni particolari quando lo spazio è necessario per proteggere prodotti fragili, irregolari o soggetti a specifici requisiti normativi.
Riciclabilità degli imballaggi e utilizzo di materiale riciclato
Il PPWR stabilisce che tutti gli imballaggi immessi sul mercato debbano essere riciclabili. Dal 2030 la riciclabilità sarà espressa attraverso classi di prestazione A, B e C, definite sulla base di criteri europei di progettazione per il riciclo. Dal 2038, salvo eccezioni, non sarà più sufficiente la classe C: potranno essere immessi sul mercato soltanto gli imballaggi appartenenti alle classi A o B.
A partire dal 2035 entrerà inoltre in gioco il criterio della riciclabilità su larga scala. Non basterà quindi che un materiale sia teoricamente riciclabile: dovrà poter essere raccolto, selezionato e trattato attraverso infrastrutture effettivamente disponibili su scala adeguata.
Per gli imballaggi in plastica sono previste percentuali minime di contenuto riciclato post-consumo. Dal 2030 gli obiettivi variano in base al formato: il 30% per alcuni imballaggi sensibili al contatto prevalentemente in PET, il 10% per quelli sensibili al contatto realizzati con altre plastiche, il 30% per le bottiglie monouso per bevande e il 35% per altri imballaggi in plastica. Nel 2040 tali percentuali aumenteranno, pur con eccezioni e condizioni specifiche.
Riuso, ricarica e sistemi di deposito cauzionale
Il Regolamento promuove modelli nei quali la confezione non termina la propria funzione dopo un solo utilizzo. Un imballaggio riutilizzabile dovrà essere progettato per compiere più rotazioni, poter essere svuotato, lavato, ricondizionato e riempito nuovamente senza compromettere sicurezza, igiene e qualità del prodotto.
Dal 2030 sono previsti obiettivi specifici per alcune categorie. In linea generale, almeno il 40% di determinati imballaggi di trasporto dovrà essere riutilizzabile all’interno di un sistema di riuso; per alcuni imballaggi multipli la quota è fissata al 10%, così come per una parte delle bevande alcoliche e analcoliche messe a disposizione dei consumatori. Il Regolamento contempla però eccezioni, modalità di calcolo e differenze tra le varie categorie.
Per le bottiglie di plastica monouso e i contenitori metallici per bevande fino a tre litri, gli Stati membri dovranno raggiungere entro il 2029 un tasso di raccolta separata del 90%, normalmente attraverso sistemi di deposito e restituzione. Sono previste esclusioni per alcune bevande e la possibilità di deroghe quando siano già raggiunti elevati livelli di raccolta.
| Ambito | Cosa prevede il PPWR | Impatto sulla progettazione |
|---|---|---|
| Minimizzazione | Peso e volume devono essere ridotti al minimo necessario, evitando elementi che aumentano solo il volume percepito. | Revisione di dimensioni, strati, fondi, spessori e componenti non essenziali. |
| Spazio vuoto | Massimo 50% per imballaggi multipli, di trasporto ed e-commerce, secondo la metodologia europea. | Ottimizzazione dei formati e riduzione dei materiali di riempimento. |
| Riciclabilità | Classi A, B o C dal 2030; almeno A o B dal 2038, fatte salve le eccezioni. | Scelta di materiali, adesivi, inchiostri, chiusure ed elementi separabili compatibili con il riciclo. |
| Contenuto riciclato | Percentuali minime per le parti in plastica, differenziate per formato dal 2030 e più elevate dal 2040. | Coordinamento tra progettazione, disponibilità del materiale, prestazioni e requisiti per il contatto sensibile. |
| Riuso | Obiettivi per alcuni imballaggi di trasporto, multipli e per bevande. | Progettazione per più rotazioni, restituzione, lavaggio, ricondizionamento e tracciabilità. |
| Ricarica | Regole informative, igieniche e operative per sistemi e stazioni di refill. | Sviluppo di contenitori e istruzioni compatibili con l’utilizzo ripetuto. |
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PPWR, imballaggi monouso, PFAS ed etichettatura ambientale
Il PPWR non vieta indistintamente tutti gli imballaggi monouso. Introduce invece restrizioni mirate per determinati formati e utilizzi, insieme a regole più severe sulle sostanze presenti negli imballaggi a contatto con gli alimenti e a un futuro sistema armonizzato di etichettatura.
Cosa succede agli imballaggi monouso dal 2030
Dal 1° gennaio 2030 saranno limitati alcuni formati elencati nell’Allegato V del Regolamento. Tra questi rientrano determinate confezioni multiple in plastica monouso utilizzate per incentivare l’acquisto di più prodotti, alcuni imballaggi in plastica per frutta e verdura fresca preconfezionata sotto 1,5 kg, stoviglie e contenitori monouso per alimenti e bevande consumati nei locali HORECA, porzioni individuali di condimenti in specifici contesti e mini-confezioni di prodotti cosmetici e per l’igiene nelle strutture ricettive.
Sono previste eccezioni legate, per esempio, alla sicurezza alimentare, all’igiene, alla prevenzione dello spreco o a particolari condizioni operative. Di conseguenza, prima di concludere che una confezione sarà vietata è necessario verificare il formato, il materiale, la destinazione d’uso e le eventuali linee guida applicabili.
Cosa prevede il PPWR sui PFAS nel packaging alimentare
Dal 12 agosto 2026 non potranno essere immessi sul mercato imballaggi destinati al contatto con alimenti contenenti PFAS in concentrazioni pari o superiori ai limiti fissati dal Regolamento, salvo che altre norme europee prevedano già restrizioni più severe.
I valori indicati sono 25 parti per miliardo per ciascun PFAS misurato con analisi mirata, 250 parti per miliardo per la somma dei PFAS individuati e 50 parti per milione per i PFAS complessivi, inclusi quelli polimerici, secondo le condizioni di misurazione previste. La conformità dovrà essere dimostrata nella documentazione tecnica.
Questo punto è particolarmente rilevante per il packaging food. La grafica non può sostituire la verifica chimica dei materiali: aziende, trasformatori, fornitori e produttori di imballaggi dovranno raccogliere dichiarazioni, analisi e documentazione tecnica coerenti con la filiera.
Come cambieranno le etichette degli imballaggi
Il PPWR prevede un sistema armonizzato basato su pittogrammi comprensibili, destinato a indicare la composizione materiale dell’imballaggio e facilitare la corretta raccolta differenziata. L’obbligo partirà dal 12 agosto 2028 oppure 24 mesi dopo l’entrata in vigore dei relativi atti di esecuzione, scegliendo la data più tarda.
Per gli imballaggi compostabili saranno previste indicazioni specifiche; quelli soggetti a deposito e restituzione dovranno riportare un contrassegno chiaro. Gli imballaggi riutilizzabili avranno inoltre un’etichetta dedicata e informazioni aggiuntive accessibili tramite QR code o altro supporto digitale standardizzato.
Per chi progetta etichette e confezioni sarà quindi necessario ripensare la gerarchia delle informazioni. Nuovi simboli, codici digitali e indicazioni ambientali dovranno convivere con denominazione del prodotto, ingredienti, valori nutrizionali, allergeni, avvertenze e altri elementi obbligatori, senza compromettere leggibilità e identità del brand.
Cosa cambia per imprese, filiere produttive e consumatori
Per le imprese il PPWR richiede un approccio maggiormente integrato. Marketing, ufficio qualità, responsabili acquisti, designer, produttori di imballaggi, laboratori, stampatori e consulenti normativi dovranno collaborare fin dalle prime fasi del progetto. Una scelta estetica apparentemente semplice può incidere sulla separabilità dei componenti, sulla riciclabilità o sulla quantità di materiale utilizzato.
Produttori e importatori dovranno inoltre predisporre valutazioni di conformità e documentazione tecnica per dimostrare il rispetto dei requisiti applicabili. Le filiere saranno chiamate a garantire maggiore tracciabilità delle informazioni, soprattutto quando vengono utilizzate plastiche riciclate, materiali destinati al contatto alimentare o sistemi di riuso.
Per i consumatori il cambiamento dovrebbe tradursi in confezioni meno voluminose, informazioni più uniformi per la raccolta differenziata, maggiore disponibilità di opzioni riutilizzabili o ricaricabili e diffusione dei sistemi di deposito cauzionale. Il risultato dipenderà però dalla concreta attuazione delle regole, dalla disponibilità delle infrastrutture e dalla chiarezza della comunicazione.
Perché il PPWR è importante per l’economia circolare
L’economia circolare mira a mantenere materiali e prodotti in uso il più a lungo possibile, riducendo l’impiego di risorse vergini e la produzione di rifiuti. Il packaging è uno dei settori centrali di questa trasformazione perché utilizza grandi quantità di materie prime e genera flussi di rifiuti significativi.
Il PPWR collega progettazione, prevenzione, riciclo e riuso in un unico quadro. Un imballaggio più leggero riduce il consumo di materiale; un formato correttamente progettato facilita selezione e riciclo; il contenuto riciclato crea domanda per le materie prime seconde; i sistemi di riuso possono prolungare la vita della confezione.
Il risultato non dipenderà tuttavia soltanto dal materiale scelto. Un packaging realmente circolare deve essere valutato rispetto al prodotto che protegge, alla filiera logistica, alla sicurezza, ai processi di stampa, alla raccolta disponibile e al comportamento del consumatore. Per questo la progettazione dovrà diventare sempre più multidisciplinare.
Come preparare etichette e packaging aziendali al PPWR
Le imprese non dovrebbero attendere l’ultima scadenza per iniziare a verificare il proprio portafoglio di confezioni. È utile censire formati e materiali utilizzati, individuare i packaging più complessi o voluminosi, controllare lo spazio disponibile in etichetta e avviare il confronto con fornitori, stampatori ed esperti normativi.
Noi di Yellow Frog Factory possiamo occuparci della componente progettuale e comunicativa: restyling di etichette, razionalizzazione delle informazioni, sviluppo di nuovi incarti e confezioni, adattamento delle grafiche ai differenti formati e coordinamento con gli interlocutori tecnici della produzione. La nostra esperienza riguarda in particolare packaging ed etichette per food, integratori, nutraceutica e prodotti destinati alla vendita online e nei punti vendita.
La conformità normativa e tecnica finale deve comunque essere validata dall’impresa insieme ai propri consulenti, laboratori e fornitori di materiali. Un buon progetto nasce proprio dall’integrazione tra design, comunicazione, tecnologia e verifica normativa.
Conclusioni sul nuovo Regolamento europeo degli imballaggi
Il PPWR non è soltanto una normativa sulla gestione dei rifiuti: cambia il modo in cui gli imballaggi dovranno essere concepiti, documentati, comunicati e immessi sul mercato. Le imprese che inizieranno per tempo potranno trasformare l’adeguamento in un’occasione per semplificare le confezioni, migliorare la leggibilità e rendere più coerente la propria identità visiva.